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Il Tempietto di San Lucio e la sua storia

Wednesday, 31 August icona per la stampa della pagina

Studiosi in visita al Tempietto di San Lucio

In questi giorni il Tempietto di San Lucio a Moncucco ha ricevuto la visita di due studiosi: la dottoressa Lara Calderari, ricercatrice presso l’Ufficio dei beni culturali del Canton Ticino, e Grégoire Extermann, dottore in Storia dell'arte presso l'Università di Ginevra.

Dopo aver mostrato loro alcuni documenti conservati in biblioteca, abbiamo avuto il piacere di accompagnarli alla ricerca di elementi che possano far luce sulla storia affascinante di questo monumento.

Eccone brevemente alcuni passaggi essenziali.

Nasce come Cappella di Sant’Antonio da Padova, eretta lungo il fianco destro della Chiesa di San Francesco a Lugano. Fu costruita nella prima metà del secolo XVI (a questo periodo riconducono le date del 1520 e del 1542, scolpite su due dei quarantotto tondi che ne costituiscono la decorazione interna, e del 1567, incisa sulla base del Cristo Risorto nella serraglia della cupola).

Agli inizi dell’Ottocento, anche il complesso francescano fu travolto dall’ondata napoleonica e nel 1815 fu messo all’asta. Ad aggiudicarselo fu il signor Natale Albertolli di Lugano, che aveva in progetto di demolirlo per edificarvi una palazzina. Il fratello di Natale, Giocondo Albertolli, architetto e insegnante di ornato a Brera, quale cultore di belle arti, aveva più volte ammirato la bellezza di questa cappella dallo stile bramantesco. Per ovviarne la demolizione, trovò un illustre e ricco signore milanese, Gian Mario Andreani, disposto ad acquistarla. Fu così che la costruzione, intorno al 1830, venne smontata e le singole pietre, numerate, furono trasportate e rimontate a Moncucco nel parco di villa Andreani. All’Albertolli venne commissionato un progetto per meglio rappresentarne l’esterno. Furono aggiunti: il portico-nartece con sei colonne sulla facciata, la scalinata di granito rosa e la sacrestia sul retro.

La cappella luganese di Sant’Antonio diventò così tempietto, cioè edificio autonomo, e mutò anche il santo protettore: venne dedicato a San Lucio, papa e martire, probabilmente in memoria di un preesistente oratorio in questa località.

La proprietà del tempietto passò in seguito alla famiglia Sormani e successivamente ad altri privati, finché nel 1987 venne acquistato dal Comune di Brugherio che ne curò i restauri, inaugurati nel 1994.  

Mentre fervono ancora le ricerche per definire meglio gli elementi architettonici che lo compongono e la loro storia, in biblioteca sono disponibili diverse pubblicazioni sul tema e da oggi anche un volume che la dottoressa Calderari ci ha lasciato in dono: Il Rinascimento a Lugano

Sul sito del Museo In Comune, nella sezione dedicata ai luoghi storici di Brugherio, trovate tante altre informazioni e potete seguire anche una visita virtuale del tempietto.